{"id":2995,"date":"2024-04-06T17:17:51","date_gmt":"2024-04-06T15:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/?p=2995"},"modified":"2024-04-06T18:04:13","modified_gmt":"2024-04-06T16:04:13","slug":"sanita-le-riflessioni-di-cosimo-cicia-presidente-opi-salerno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/2024\/04\/06\/sanita-le-riflessioni-di-cosimo-cicia-presidente-opi-salerno\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, LE RIFLESSIONI DI COSIMO CICIA, presidente Opi Salerno."},"content":{"rendered":"\n<p>Quattordici tra scienziati e premi Nobel \u2013 tra cui anche l\u2019infermiera Paola Di Giulio, docente all\u2019Universit\u00e0 di Torino, ricercatrice e vicepresidente del Consiglio superiore di Sanit\u00e0 \u2013 hanno lanciato l\u2019appello per salvare il Servizio sanitario nazionale, sempre pi\u00f9 sottofinanziato, affermano, con medici e infermieri insoddisfatti e malpagati, un\u2019assistenza territoriale non al passo con i bisogni della popolazione che invecchia e il divario tra Nord e Sud che aumenta.<br>\u00c8 n atto una deriva verso una &#8220;sanit\u00e0 per censo&#8221;: chi ha risorse proprie si paga le cure; chi ha meno disponibilit\u00e0 economiche \u00e8 costretto ad attendere i tempi &#8220;biblici&#8221; di attesa del servizio sanitario, ha sottolineato il 21\u00b0 Rapporto annuale AIOP-Censis, secondo il quale sono sempre di pi\u00f9 coloro che rinunciano a prenotazioni nel sistema sanitario nazionale e si rivolgono a strutture a pagamento. Ogni 100 tentativi, la quota di chi sceglie il privato puro o intramoenia \u00e8 di oltre il 34% tra i redditi bassi, del 40% tra quelli medio-bassi; con punte del 43% tra quelli medio-alti. Numeri definiti &#8220;allarmanti&#8221;.<br>\u201cLa tendenza, ormai gi\u00e0 da diversi anni, appare lenta ma costante: da un Servizio Sanitario Nazionale incentrato sulla tutela del diritto costituzionalmente garantito, a tanti diversi sistemi sanitari regionali, sempre pi\u00f9 basati sulle regole del libero mercato. Il Ssn dopo aver sostenuto l\u2019impatto della pandemia soffre di una crisi sistemica accentuata dalla \u201cfuga\u201d del personale sanitario, non adeguatamente remunerato\u201d, ha affermato la Corte dei conti durante la cerimonia d\u2019inaugurazione dell\u2019anno giudiziario 2024.<br>La spesa sanitaria pubblica italiana, pari a circa 134 miliardi, risulta ridotta rispetto ai 423 della Germania e ai 271 della Francia. A parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto, la spesa italiana pro-capite risulta meno della met\u00e0 di quella della Germania. A fronte del 21,4% di spesa privata per la sanit\u00e0 sostenuta dalle famiglie italiane, l\u2019out of pocket in Francia raggiunge appena l\u20198,9% del valore totale, mentre in Germania si ferma all\u201911%. Nonostante il sottofinanziamento reggono ancora le performance del Ssn si legge nella Relazione della Corte dei conti al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali.<br>In questi scenari il diritto alla salute non \u00e8 pi\u00f9 una garanzia: se c\u2019\u00e8 difficolt\u00e0 di accedere alle cure per le lunghe liste d&#8217;attesa, anche se si parla di problemi oncologici, screening e altro, non pu\u00f2 essere la soluzione di curare solo chi ha possibilit\u00e0 economica.<br>E va peggio alle regioni che, come la Campania, scontano problemi demografici e strutturali forti, nonostante i tentativi di miglioramento della situazione sanitaria, ormai da anni nella morsa del piano di rientro.<br>Cos\u00ec la nostra Regione secondo l\u2019ultimo Rapporto del Crea Sanit\u00e0, Centro di ricerca, riconosciuto da Eurostat, Istat, Cnel e Ministero della Salute, che ha valutato le performance regionali non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale, \u00e8 con altre cinque regioni (tutte del Sud) con livelli di performance che risultano inferiori al 32 per cento. E nel suo Rapporto sulla sanit\u00e0 presentato a inizio anno, su dodici indicatori sociosanitari, la Campania ha ottenuto un risultato positivo solo su quattro (spesa privata pro-capite, indice di dipendenza degli anziani, tasso di natalit\u00e0 e tasso di ospedalizzazione), mentre per gli altri va male con il 66% di famiglie con disagio economico per spese sanitarie, il 65% di famiglie soggette a spese sanitarie catastrofiche e solo il 21% di persone 65+ che ha fatto ricorso all\u2019assistenza domiciliare.<br>Sulle liste di attesa la Campania, come ha rilevato alla fine dello scorso anno il ministero della Salute, ha utilizzato meno del 50 per cento del finanziamento e recuperato meno del 50 per cento delle prestazioni, ma con il Programma Operativo 2022-24 si sta impegnando ad una puntuale attivit\u00e0 di ricognizione della concreta capacit\u00e0 operativa delle aziende per il recupero delle liste di attesa sulla base di quanto previsto dagli specifici provvedimenti regionali.<br>Secondo l\u2019Agenas siamo di fronte a un sistema che sta facendo scivolare i cittadini verso la sanit\u00e0 a pagamento. Si sta concretizzando un secondo pilastro di finanziamento parallelo a quello pubblico e il Ministero della Salute deve riappropriarsi di un ruolo anche di programmazione, fermo restando la natura regionale della sanit\u00e0. Per quanto riguarda le liste d\u2019attesa oggi conosciamo solo quelle percepite. Non abbiamo a livello informativo contezza n\u00e9 siamo in grado di misurarle. L&#8217;auspicio \u00e8 la creazione di un sistema in cui un soggetto terzo, l\u2019Agenas appunto, attraverso l&#8217;informatizzazione, possa monitorare l&#8217;efficienza organizzativa, anche in termini di tempi di erogazione delle prestazioni, e dare risposte adeguate ai cittadini.<br>Poi una buona notizia: la nostra Regione ha raggiunto il traguardo di essere quella, sempre secondo la relazione della Corte dei conti, con la minor rinuncia percentuale alle prestazioni sanitarie: il 4,7% contro una media nel Sud del 6,2% e in Italia del 7 per cento.<br>Ma c\u2019\u00e8 tanto da lavorare: secondo l\u2019Istat l\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa familiare \u00e8 al20,8% (ci sono regioni che non superano il 6%) e secondo la Caritas il rischio di povert\u00e0 delle famiglie va oltre il 40 per cento.<br>Che fare?<br>I 14 scienziati hanno sottolineato anche che il grande patrimonio del Ssn \u00e8 il suo personale. \u00abUna sofisticata apparecchiatura &#8211; ricordano nell\u2019appello &#8211; si installa in un paio d\u2019anni, ma molti di pi\u00f9 ne occorrono per disporre di professionisti sanitari competenti, che continuano a formarsi e aggiornarsi lungo tutta la vita lavorativa\u00bb. Per i 14 \u00e8 per\u00f2 evidente che \u00able retribuzioni debbano essere adeguate, ma \u00e8 indispensabile affrontare temi come la valorizzazione degli operatori, la loro tutela e la garanzia di condizioni di lavoro sostenibili\u00bb.<br>E hanno sottolineato come \u201cparticolarmente grave\u201d la carenza di infermieri, in numero ampiamente inferiore alla media europea. La cam0ania in questo \u00e8 la Regioni dove, in proporzione agli abitanti, la carenza \u00e8 pi\u00f9 pesante.<br>Si devono innovare gli ambiti formativi, di esercizio professionale e di autonomia per garantire la sostenibilit\u00e0 e l&#8217;universalit\u00e0 del Servizio sanitario nazionale.<br>Quindi si, \u00e8 necessario aumentare le risorse, ma in una logica di cambio di modelli non solo per la tutela della salute ma anche per la coesione sociale.<br>Sempre il CREA Sanit\u00e0 ha messo in evidenza che l\u2019Italia perde ancora terreno nella spesa sanitaria rispetto ai principali partner UE (quelli \u2018originari\u2019 ante 1995) ed \u00e8 sempre minore anche il vantaggio rispetto ai partner pi\u00f9 recenti (post 1995): il livello della spesa italiana \u00e8 distante dalla media UE del 32 per cento.<br>Per portare la quota di PIL destinata alla Sanit\u00e0 sui valori attesi in base alle effettive disponibilit\u00e0 del Paese, pur ricordando che una parte significativa del PIL non \u00e8 disponibile perch\u00e9 impegnata per gli interessi sul debito pubblico (sono il 4,3% del PIL contro una media dell\u20191,8% negli altri paesi), servirebbero 15 miliardi, ma questo lascerebbe un rilevante gap fra la spesa sanitaria italiana e quella dei Paesi europei di confronto; ed anche se in tal modo si eviterebbe di peggiorare ulteriormente il gap con i partner UE nel breve periodo, il vantaggio sarebbe solo transitorio, qualora il PIL dovesse continuare a crescere meno che nella media degli altri Paesi UE. E occorrer\u00e0 farlo adottando una logica di prioritizzazione legata al valore sociale, la cui valutazione richiede una decisione politica, con il coinvolgimento di tutti gi stakeholder del sistema sanitario.<br>Sono da apprezzare gli sforzi messi in campo dal ministro della Salute e anche dalle Regioni per rafforzare la capacit\u00e0 del sistema di rispondere in modo sostenibile alle esigenze dei cittadini, ma la sfida sull\u2019innovazione la vinceremo se saremo tutti capaci di introdurre una nuova organizzazione sanitaria che guarda al futuro, senza temere di operare profondi cambiamenti.<br>Cosimo Cicia<br>Presidente OPI SALERNO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattordici tra scienziati e premi Nobel \u2013 tra cui anche l\u2019infermiera Paola Di Giulio, docente all\u2019Universit\u00e0 di Torino, ricercatrice e vicepresidente del Consiglio superiore di Sanit\u00e0 \u2013 hanno lanciato l\u2019appello per salvare il Servizio sanitario nazionale, sempre pi\u00f9 sottofinanziato, affermano, con medici e infermieri insoddisfatti e malpagati, un\u2019assistenza territoriale non al passo con i bisogni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2998,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,12],"tags":[366,365,367,21],"class_list":["post-2995","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-sanita","tag-cosimo-cicia","tag-opi","tag-opi-salerno","tag-sanita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2995","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2995"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2995\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilgiornaledieboli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}